Stile di Vita
Il mio stile di vita potrebbe definirsi "felicemente sobrio" nel senso che cerco di realizzare nella mia vita privata, in pieno accordo con la mia compagna, quella conversione ecologica dell'economia di cui parlava già Alex Langer, storico fondatore dei verdi italiani.
Sobrietà non significa però privazioni o rinuncie ma, semplicemente, moderazione ed intelligenza nei consumi (far prevalere ad esempio la qualità delle cose sulla quantità) e consapevolezza dell'impatto ambientale che hanno le proprie scelte quotidiane (gli esempi qui di seguito chiariranno comunque meglio il mio pensiero).
Per quanto riguarda la questione mobilità mi ritengo piuttosto fortunato nel senso che, vivendo e lavorando in città, posso permettermi di non possedere alcuna automobile. Per muovermi, da solo o con la mia famiglia, uso moltissimo la bicicletta, il trasporto pubblico locale, i treni e, ciliegina sulla torta, il car-sharing.
Quest'ultimo è una specie di noleggio pubblico d'automobili: i veicoli sono distribuiti su tutto il territorio comunale in delle specifiche piazzole di sosta da cui gli associati possono prenderli e rilasciarli dietro prenotazione telefonica al numero verde.
Sono iscritto a questo servizio da quattro anni e devo ammettere che esso, attivo per ora in una decina di città italiane, è particolarmente vantaggioso per i piccoli spostamenti in città (visite mediche, aeroporto, acquisti ingombranti,stazione ferroviaria, ecc.).
Gli interessati e gli scettici possono visitare il sito internet www.asmvenezia.it.
Quando io ed Alice, la mia compagna, siamo andato a convivere abbiamo deciso di non acquistare la TV. Nonostante le perplessità e le critiche di parenti e amici, devo ammettere che, a distanza di due anni, la scelta continua ad essere molto intelligente.
Innanzitutto, si recupera un sacco di tempo libero da dedicare ad altre cose: andare al cinema, leggere un libro, giocare un po' con il proprio bambino.
E' impagabile, peraltro, cenare insieme ad Alice e scambiare, a fine giornata, due chiacchiere, magari con la sola luce delle candele (romantico e pure rilassante per la vista e la mente), senza il fastidioso brusio che proviene dallo schermo e che di solito monopolizza l'attenzione di tutti.
Non sentiamo certo la mancanza dei telegiornali "sandwich" o dei programmi di pseudo-informazione che forniscono, in realtà, pochissime notizie e molte risse verbali costruite ad hoc. Queste trasmissioni, oltre che inutili, sono fortemente nocive perché fanno sentire lo spettatore inerme di fronte ad una realtà italiana che, sembra, non cambierà mai...
Il bombardamento pubblicitario cerca poi di inquadrare le persone nella nuova veste di consumatori, veste che, diciamoci la verità, è molto più semplice da indossare e rende molto più facile l'opera di disinformazione della popolazione!
Per essere informato su quello che succede nel mondo, utilizzo molto Internet (leggo sempre, tra le altre cose, i post di Beppe Grillo) ed acquisto regolarmente un paio di quotidiani al giorno. Uno locale, Il Gazzettino o La Nuova di Venezia, ed uno nazionale la cui scelta cambia spesso per non ascoltare sempre la stessa campana: passo da Il Sole 24 Ore al Corriere della Sera, da La Stampa a Repubblica, da Il Riformista al Manifesto.
Ultimo veicolo di informazione e formazione è l'ottima rassegna stampa di Radio Radicale "Stampa e Regime", condotta dal direttore Massimo Bordin, che accompagna quotidianamente il momento della prima colazione.
Io e la mia compagna Alice abbiamo avuto da poco un bel bambino di nome Paride. Abbiamo fatto a tal proposito una scelta piuttosto impegnativa: l'utilizzo di pannolini in cotone lavabili al posto di quelli usa e getta in plastica.
A prima vista potremmo sembrare una coppia di pazzi che rifiuta il pannolino ultramoderno ed iperassorbente per adottarne uno simile ai vecchi ciripà. In realtà, la cosa presenta molteplici vantaggi sotto il profilo economico (risparmio nell'ordine di 1.200 euro...senza considerare che si potrebbero riutilizzare per altri figli), ecologico (riduzione enorme del volume di rifiuti domestici) e sanitario (minore impatto dermatologico sul neonato e maggior velocità nell'apprendere l'uso del vasetto). A distanza di cinque mesi dalla nascita le cose proseguono bene.
Per maggiori informazioni potete leggere qualcosa nei seguenti siti:
http://www.ecomamma.net/2008/06/pannolini-lavabili-come-scegliere.html http://www.pannolinilavabili.info/
Io ed Alice abbiamo scelto di vivere in una piccola casetta sprovvista di garage ma con un bellissimo giardino pieno di fiori, erbe aromatiche e tre piccoli alberi da frutta. Abbiamo ricavato inoltre lo spazio per un piccolo orto dove crescono molte verdure di stagione: zucchine, pomodori, cetrioli, insalata, ecc. Non siamo molto bravi ma c'è un esperto che ci aiuta a piantare e coltivare.
La sensazione, specie per chi vive in città, che trasmette lo staccare le verdure dalla pianta per poi mangiarle fresche a pranzo è insieme magica ed impagabile.
Nella nostra cucina c'è uno strano elettrodomestico a forma di plum-cake: è la macchina del pane. Ogni settimana facciamo il pane in casa: un enorme panino da un chilo e mezzo, che non si indurisce come il pane normale e che, soltanto dopo una settimana, inizia a fare la muffa. Nessuna magia, ve l'assicuro.
Il costo alla fine è molto contenuto pur usando degli ingredienti cari (cereali, farina biologica, elettricità) e la macchina fa proprio tutto (impasta, lievita e cuoce). Prepariamo da noi anche lo yogurt naturale (si usa anche qui una macchina che fa da incubatrice e consuma pochissimo) e qualche volta la marmellata, biscotti, torte, ecc.
Altro oggetto che gira nella nostra cucina è la caraffa per l'acqua del Sindaco: non compriamo infatti l'acqua minerale dato che quella del rubinetto è molto più controllata, molto più economica (190 euro in media risparmiati ogni anno) e proviene in buona parte dalle stesse fonti. Per il nostro bambino abbiamo scelto invece un'acqua minerale ma imbottigliata su vetro e con il vuoto a rendere.
Io ed Alice facciamo di solito la spesa nei negozi e supermercati del centro: in questo modo si riesce ad instaurare un rapporto "umano" e di fiducia con il negoziante, a inquinare molto meno ed a favorire un certo modello di città.
Una città, cioè, vivace per la presenza di tanti piccoli esercizi commerciali anziché quegli eco-mostri dei capannoni commerciali di periferia (caratterizzati invece da omogeneità nei consumi, rapporto impersonale con la clientela, maggior inquinamento atmosferico, lavoro precario, minor livello d'occupazione e chiusura di tanti piccoli negozi).
Per le compere utilizziamo, poi, delle resistenti e riutilizzabili borse di juta o cotone per non incrementare la nostra produzione di rifiuti.
Spesso acquistiamo alcuni prodotti alimentari attraverso il sistema dei GAS, ovvero i "gruppi di acquisto solidale": in pratica si compra, insieme a numerose altre famiglie, direttamente dal produttore, a minor prezzo e pure prodotti biologici.
Sobrietà non significa però privazioni o rinuncie ma, semplicemente, moderazione ed intelligenza nei consumi (far prevalere ad esempio la qualità delle cose sulla quantità) e consapevolezza dell'impatto ambientale che hanno le proprie scelte quotidiane (gli esempi qui di seguito chiariranno comunque meglio il mio pensiero).
Mobilità e car sharing
Per quanto riguarda la questione mobilità mi ritengo piuttosto fortunato nel senso che, vivendo e lavorando in città, posso permettermi di non possedere alcuna automobile. Per muovermi, da solo o con la mia famiglia, uso moltissimo la bicicletta, il trasporto pubblico locale, i treni e, ciliegina sulla torta, il car-sharing.
Quest'ultimo è una specie di noleggio pubblico d'automobili: i veicoli sono distribuiti su tutto il territorio comunale in delle specifiche piazzole di sosta da cui gli associati possono prenderli e rilasciarli dietro prenotazione telefonica al numero verde.
Sono iscritto a questo servizio da quattro anni e devo ammettere che esso, attivo per ora in una decina di città italiane, è particolarmente vantaggioso per i piccoli spostamenti in città (visite mediche, aeroporto, acquisti ingombranti,stazione ferroviaria, ecc.).
Gli interessati e gli scettici possono visitare il sito internet www.asmvenezia.it.
No TV, molta serenità
Quando io ed Alice, la mia compagna, siamo andato a convivere abbiamo deciso di non acquistare la TV. Nonostante le perplessità e le critiche di parenti e amici, devo ammettere che, a distanza di due anni, la scelta continua ad essere molto intelligente.
Innanzitutto, si recupera un sacco di tempo libero da dedicare ad altre cose: andare al cinema, leggere un libro, giocare un po' con il proprio bambino.
E' impagabile, peraltro, cenare insieme ad Alice e scambiare, a fine giornata, due chiacchiere, magari con la sola luce delle candele (romantico e pure rilassante per la vista e la mente), senza il fastidioso brusio che proviene dallo schermo e che di solito monopolizza l'attenzione di tutti.
Non sentiamo certo la mancanza dei telegiornali "sandwich" o dei programmi di pseudo-informazione che forniscono, in realtà, pochissime notizie e molte risse verbali costruite ad hoc. Queste trasmissioni, oltre che inutili, sono fortemente nocive perché fanno sentire lo spettatore inerme di fronte ad una realtà italiana che, sembra, non cambierà mai...
Il bombardamento pubblicitario cerca poi di inquadrare le persone nella nuova veste di consumatori, veste che, diciamoci la verità, è molto più semplice da indossare e rende molto più facile l'opera di disinformazione della popolazione!
Per essere informato su quello che succede nel mondo, utilizzo molto Internet (leggo sempre, tra le altre cose, i post di Beppe Grillo) ed acquisto regolarmente un paio di quotidiani al giorno. Uno locale, Il Gazzettino o La Nuova di Venezia, ed uno nazionale la cui scelta cambia spesso per non ascoltare sempre la stessa campana: passo da Il Sole 24 Ore al Corriere della Sera, da La Stampa a Repubblica, da Il Riformista al Manifesto.
Ultimo veicolo di informazione e formazione è l'ottima rassegna stampa di Radio Radicale "Stampa e Regime", condotta dal direttore Massimo Bordin, che accompagna quotidianamente il momento della prima colazione.
Pannolini lavabili
Io e la mia compagna Alice abbiamo avuto da poco un bel bambino di nome Paride. Abbiamo fatto a tal proposito una scelta piuttosto impegnativa: l'utilizzo di pannolini in cotone lavabili al posto di quelli usa e getta in plastica.
A prima vista potremmo sembrare una coppia di pazzi che rifiuta il pannolino ultramoderno ed iperassorbente per adottarne uno simile ai vecchi ciripà. In realtà, la cosa presenta molteplici vantaggi sotto il profilo economico (risparmio nell'ordine di 1.200 euro...senza considerare che si potrebbero riutilizzare per altri figli), ecologico (riduzione enorme del volume di rifiuti domestici) e sanitario (minore impatto dermatologico sul neonato e maggior velocità nell'apprendere l'uso del vasetto). A distanza di cinque mesi dalla nascita le cose proseguono bene.
Per maggiori informazioni potete leggere qualcosa nei seguenti siti:
http://www.ecomamma.net/2008/06/pannolini-lavabili-come-scegliere.html http://www.pannolinilavabili.info/
Giardino ed orto in centro città
Io ed Alice abbiamo scelto di vivere in una piccola casetta sprovvista di garage ma con un bellissimo giardino pieno di fiori, erbe aromatiche e tre piccoli alberi da frutta. Abbiamo ricavato inoltre lo spazio per un piccolo orto dove crescono molte verdure di stagione: zucchine, pomodori, cetrioli, insalata, ecc. Non siamo molto bravi ma c'è un esperto che ci aiuta a piantare e coltivare.
La sensazione, specie per chi vive in città, che trasmette lo staccare le verdure dalla pianta per poi mangiarle fresche a pranzo è insieme magica ed impagabile.
Pane, yogurt e biscotti fatti in casa
Nella nostra cucina c'è uno strano elettrodomestico a forma di plum-cake: è la macchina del pane. Ogni settimana facciamo il pane in casa: un enorme panino da un chilo e mezzo, che non si indurisce come il pane normale e che, soltanto dopo una settimana, inizia a fare la muffa. Nessuna magia, ve l'assicuro.
Il costo alla fine è molto contenuto pur usando degli ingredienti cari (cereali, farina biologica, elettricità) e la macchina fa proprio tutto (impasta, lievita e cuoce). Prepariamo da noi anche lo yogurt naturale (si usa anche qui una macchina che fa da incubatrice e consuma pochissimo) e qualche volta la marmellata, biscotti, torte, ecc.
Altro oggetto che gira nella nostra cucina è la caraffa per l'acqua del Sindaco: non compriamo infatti l'acqua minerale dato che quella del rubinetto è molto più controllata, molto più economica (190 euro in media risparmiati ogni anno) e proviene in buona parte dalle stesse fonti. Per il nostro bambino abbiamo scelto invece un'acqua minerale ma imbottigliata su vetro e con il vuoto a rendere.
Shopping
Io ed Alice facciamo di solito la spesa nei negozi e supermercati del centro: in questo modo si riesce ad instaurare un rapporto "umano" e di fiducia con il negoziante, a inquinare molto meno ed a favorire un certo modello di città.
Una città, cioè, vivace per la presenza di tanti piccoli esercizi commerciali anziché quegli eco-mostri dei capannoni commerciali di periferia (caratterizzati invece da omogeneità nei consumi, rapporto impersonale con la clientela, maggior inquinamento atmosferico, lavoro precario, minor livello d'occupazione e chiusura di tanti piccoli negozi).
Per le compere utilizziamo, poi, delle resistenti e riutilizzabili borse di juta o cotone per non incrementare la nostra produzione di rifiuti.
Spesso acquistiamo alcuni prodotti alimentari attraverso il sistema dei GAS, ovvero i "gruppi di acquisto solidale": in pratica si compra, insieme a numerose altre famiglie, direttamente dal produttore, a minor prezzo e pure prodotti biologici.
